All’origine della teoria delle cospirazioni

“Se mettete in fila l’intero testo di “Moby Dick”, pubblicato nel 1851, in un enorme rettangolo, potreste notare alcuni particolari schemi ricorrenti. Come queste parole, che sembrano predire l’assassinio di Martin Luther King. Oppure questi riferimenti alla morte della Principessa Diana nel 1997. Quindi Herman Melville era un profeta segreto? La risposta è no, e lo sappiamo grazie a un principio matematico chiamato “Teoria di Ramsey”. È il motivo per cui scorgiamo forme geometriche nel cielo notturno, o per cui sappiamo senza dover controllare che almeno due persone a Londra hanno in testa lo stesso numero di capelli.

Teoria di Ramsey

Dunque, cos’è la Teoria di Ramsey? In breve, dato un numero sufficiente di elementi in una serie o struttura, è certo che tra essi emergano alcuni schemi interessanti e particolari. Per esempio, consideriamo il cosiddetto “problema della festa”, una classica dimostrazione della Teoria di Ramsey. Supponiamo che ci siano almeno sei persone ad una festa. Sorprendentemente, possiamo affermare di certo che tra loro, tre persone o si conoscono a vicenda oppure non si sono mai viste prima, senza sapere nulla di loro. Possiamo dimostrarlo tracciando tutte le possibilità. Ogni punto rappresenta una persona, e ogni linea indica il fatto che quelle due persone si conoscono. Ogni coppia ha solo due possibilità: o si conosce a vicenda, oppure no. Ci sono molte possibilità, ma ciascuna ha le proprietà che stiamo cercando. Il numero minimo di ospiti che ci garantisce questo risultato è sei, e possiamo esprimerlo così: La Teoria di Ramsey ci garantisce che tale numero minimo esiste per determinati schemi ricorrenti, ma non è facile da trovare. In questo caso, al crescere del numero totale degli ospiti, le combinazioni sfuggono al nostro controllo. Supponiamo ad esempio di voler trovare il numero minimo di ospiti a una festa in cui cinque persone si conoscono tutte tra loro oppure no. Anche se cinque è un numero piccolo, è virtualmente impossibile rispondere con una ricerca estenuante come questa a causa dell’enorme numero di possibilità. Una festa con 48 invitati ha 2^(1128) possibili configurazioni, ossia più del numero di atomi nell’universo. Anche con l’aiuto del computer, il massimo che possiamo sapere è che la risposta è all’incirca tra 43 e 49 invitati. Questo dimostra che specifici schemi ricorrenti con probabilità che sembrano astronomiche possono emergere da un numero di elementi relativamente piccolo. E con un numero molto alto, le possibilità sono quasi infinite. Ogni gruppo di quattro stelle non intervallate da altre tre in fila formerà un qualche quadrilatero. Espandendo il ragionamento alle migliaia di stelle in cielo, non è strano che possiamo scorgere ogni tipo di forma riconoscibile, e persino creature, se le cerchiamo. Quindi che probabilità ci sono che un testo nasconda una profezia? Se si mette in conto il numero di lettere, la varietà di possibili parole correlate, tutte le loro abbreviazioni e l’ortografia alternata, le probabilità sono piuttosto alte. Provateci voi stessi. Scegliete un libro che vi piace, mettete le lettere in una griglia, e vedete cosa viene fuori. Il matematico T.S. Motzkin una volta osservò che “nonostante il disordine in generale sia più probabile, il completo disordine è impossibile.” L’enorme dimensione dell’universo garantisce che alcuni dei suoi elementi rientrino in composizioni specifiche; poiché ci siamo evoluti per notare schemi e cogliere segnali in mezzo al rumore, siamo spesso tentati di trovare un significato anche laddove non c’è. Perciò, mentre ci sbalordiamo davanti a messaggi nascosti in ogni cosa, da libri, a pezzi di pane tostato, al cielo notturno, di solito, la loro vera origine è nella nostra mente.”

Fonte Ted Talks

Parole chiave: Teoria del complotto, cospirazione, psicologia